Gianluca Magi by Il dito e la luna.101 storie sufi

Gianluca Magi by Il dito e la luna.101 storie sufi

autore:Il dito e la luna.101 storie sufi [sufi, Il dito e la luna.101 storie]
La lingua: ita
Format: epub
pubblicato: 2022-08-19T22:00:00+00:00


Il mio maestro?

Un ladro

Al maestro12, sul letto di morte, gli allievi chiesero chi fosse stato il suo maestro.

«In realtà non ne ho avuto nessuno» rispose pacatamente. «Ciò non significa che io non sia stato un discepolo. Ho avuto l’intera esistenza da cui apprendere. Non ho avuto alcun maestro perché ne ho avuti migliaia: le nuvole, le piante, ogni cosa mi ha fatto da specchio e da ogni cosa ho imparato come imparare. Questa è l’essenza dell’allievo sulla via dell’ampliamento di coscienza. Un maestro è come una piscina in cui si può imparare a nuotare. Una volta imparato, l’intero oceano è vostro. Per questo vi dico che non ho avuto un solo maestro ma migliaia, e ci vorrebbe tanto tempo per ricordarli tutti. Ma ora me ne è rimasto ben poco. Così ve ne ricorderò solo uno: fu un ladro!».

«Come!» esclamarono gli allievi. «Un ladro?».

«Ebbene sì! Fu proprio un ladro!» disse il maestro. «Vi racconterò come l’ho incontrato e come mi impartì il suo insegnamento. Un giorno di tanti anni fa, quando ero ancora molto giovane, mi persi nel deserto. E dopo tanti giorni di cammino, una notte raggiunsi un villaggio. Era buio pesto. Tutto era chiuso. Per la strada non c’era nessuno. Ero sfinito. Mi sedetti per terra con le spalle appoggiate al muro di una casa. Mi accorsi così che accanto a me c’era un uomo che stava cercando di praticare un buco proprio nel muro dove mi ero appoggiato. Quando gli chiesi dove potessi trovare riparo per la notte, mi rispose: “Certo, non è semplice a quest’ora. Ma se vuoi puoi stare con me… se accetti la compagnia di un ladro!”.

«Quell’uomo aveva qualcosa di speciale. Una bellezza particolare. Rimasi con lui per un mese! Ogni notte, prima di uscire, mi salutava dicendomi: “Ora vado al lavoro. Tu rimani pure. Prega anche per me”.

«Quando rincasava gli chiedevo come fosse andata, e lui rispondeva sorridendo: “Questa notte non ho trovato alcunché. Ma domani riproverò, se Dio vorrà!”.

«Quell’uomo era speciale, perché non era mai in uno stato di disperazione. Aveva sempre uno slancio propositivo. Era sempre felice. Così, quando durante il mio percorso di meditazione giungevo a dei punti morti e mi scoraggiavo, il mio pensiero andava sempre a quel ladro conosciuto tanti anni addietro. Il mio io cadeva in frantumi e potevo sentire tutta la mia stupidità, mentre il mio spirito si rinvigoriva ricordando le parole che il ladro diceva sorridendo tutte le notti al suo rientro: “Se Dio vuole, domani sarà un altro giorno”.



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